IL SIGNOR BRUSCHINO

OSSIA

IL FIGLIO PER AZZARDO

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IL SIGNOR BRUSCHINO

OSSIA

IL FIGLIO

AZZARDO

FARSA. GIOCOSA

POSTA IN MUSICA

(/aA dfoaeófao dt^nor tàcoacAiriio cèdine Cav. della Legion d’onore.

DA RAPPRESENTARSI

IN’ELLJ I. R. TEATRO ALLA CANOBBIANA

LA PRIMAVERA DEL 1844.

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PER GASPARE TRUFFI

MDCCCXLIV

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MUSIC LIBRARY UflC-CHAPEL HILL

PERSONAGGI

ATTORI

Gaudenzio, tutore Sofia

Bruschino , padre Bruschino , figlio Florville , amante di Sofia Un Cancelliere Filiberto , locandiere Marianna , cameriera

sig. Galli Vincenzo sig.a Viola Virginia sig. Catalano Giuseppe sig. Bottagisi Luigi sig. Bozetti Alberto sig. Bottagisi suddetto sig. Marconi Napoleone sig.a Bayllou Felicita

Servitori.

La scena segue in una casa di campagna appartenente a Gaudenzio.

La decorazione è inventata cd eseguita dal sig. Merlo.

Digitized by thè Internet Archive in 2019 with funding from University of North Carolina at Chapel Hill

https://archive.org/details/ilsignorbruschinOOfopp

ATTO UNICO

SCENA PRIMA

Sala.

Florville solo , indi Marianna, poi Sofia.

Flou.

Mar.

Flor.

Mar.

Flor.

Mar.

! tu m’ assisti, amore , Or die ritorno a lei :

Dona agli aft'etti miei Qual sospirai mercè.

Ma alcuno a me non vedo... Ali ! un rio destili prevedo ! Marianna !...

Voi signore ?

V’ è il nunzio mio arrivato? Giunse, ma troppo tardi. Tardi ? che fu ? eh’ è nato ? Dalla padrona or ora Saprete i vostri guai.

(vedendo Mar')

6

ATTO

a 2

Mar. Il male ò grande assai !

Son quasi fuor di me !

Flor. Ah tu tremar mi fai !

Son quasi fuor di me. {Mar. parte frctt. poi Ferma... ascolta... che ad altri destinata, ritorna) Fosse Sofia ! La sola idea di tanta Fatalità nV opprime !... ogni momento Cresce la mia impazienza... ella giù viene...

Ah diletta Sofia !...

Sof. Florville ! mio bene '.

a 2 *

Ouant’è dolce a un’alma amante Riveder 1’ amato oggetto !

D’un fedel sincero affetto Piu s’accende il vivo ardor.

Si rammentano le pene D’ un’ assenza tanto amara ;

E l’imagine più cara Del tuo ben si rende al cor.

Flor. Ma , tu afflitta mi sembri.

Sof. Oggi s’ attende

Lo sposo che il tutor a me destina.

Flor. Oggi ? Uno sposo?

Sof. Ch’io non vidi mai ,

E che nessun conosce.

Flor. Ma chi è desso?

Sof. Il figliuolo d’un tal signor Bruschino.

Flor. Oh mio fatai destino !

Or ch’io sperai, morto mio padre, un odio Spegner che il tuo tutor avea per noi : Chiederti ad esso in moglie...

Mar. ( accorrendo frettolosa) Oh! mia Signora...

Viene qualcun .. rientriamo.

Sof. Addio, Florville..

UNICO 7

Flor. Addio, mio bene ( abbracciandola )

Mar. [separandoli c conducendo Sof.) Andiamo, (partono)

SCENA II.

Filiberto e Florville.

Fil. C’è nessuno? è permesso? ( didentro )

Flor. Avanti! Avanti!

Fil. Messer Gaudenzio?

Flor. è uscito ! Ma, se avete

Qualche comando... agente suo son io.

Fil. Tanto meglio ! Sappiate eh1 io ricetto ,

Nella mia qualità di locandiere,

Da tre giorni il figliuolo

Di quel signor Bruschino , al mondo noto

Per la sua gotta , e P umor suo bilioso.

Flor. Già ! già!

Fil. Lo conoscete?

Flor. Oh ! senza dubbio !

Ma seguitate.

Fil. Un debito egli ha fatto

Di quattrocento franchi... che non paga :

Ed io, per garanzia, chiuso lo tengo Entro la mia soffitta , ni dove più sortire non potrà,

Se il suo debito in pria non pagherà.

Flor. (dopo aver guardato da capo a piedi Filiberto ed aver riflettuto).

(Che bell’idea'.) Per carità... sentite... ( fingendo la più

grande emozione)

Di mio cu gin, messer Gaudenzio ancora Non sappia P imprudenza.

Fil. Come ? Come ?

Voi suo parente ?

Flor. Son Bruschino anch’io !

Fil. Per tacer, tacerò... ma questa lettera(tevancto/a di tasca)

8

ATTO

Che per suo padre a ser Gaudenzio ei manda... Flor. Per carità ! ch’egli non sappia nulla,

Ed io rimedierò.

Fil. Come vi piace !

Datemi qua il denaro e vado in pace.

Flor. Io denari vi darò !

É bruttissimo il futuro.

Or qui a voi ne sborserò.

Oh I il presente è più sicuro.

Ma ad un patto !...

Dica pure.

Prima 5 zitto !..

Zitto !

Zitto!

Fil.

Flor.

Fil

Flor.

Fil.

Flor.

Fil.

a 2.

' a 2.

Flor. (Ali se il colpo arrivo a fare La bandiera io slacco già.)

Fil. (Ali se qui mi to pagare

La bandiera io stacco già.) (Fio. cava una borsa Flor. Soli luigi, e giusti e bei. c da denari a Fil.) Fil. Oh llli fido... Cinque. . sei... ( numerandoli )

Flor Debitor vi som del resto.

Fil. Ah si vede P uomo onesto

Flor. Ma il cugino stia serrato !

Fil. Per tre anni imprigionato. > ,,

Flor. Quella lettera mi date.

Fil. Se ne serva, e a lei inanellino (gli la lettera ) Flor. Ehi?... mi fido che a dovere...

Fil. Oli le par , signor Bruschino !

Flor. Presto e zitto !

Fil. * Zitto!

a 2 Zitto.

a

2

Flor. (Ali che il colpo giunsi a fare ! La bandiera io stacco già)

UNICO ,)

Fjl. (Ah se il resto mi fo dare

La bandiera io stacco già ) {partono)

SCENA IH

Gaudenzio, poi Florville con Marianna, indi Servitori.

Gav. Nel teatro del gran mondo

Cerca ognun la sua fortuna ;

Ma stia ben da capo a fondo ,

L’uom contento mai non è.

Se la cerca nel danaro ,

Più ne acquista più ne vuole }

Se la bigina negli onori Tenta il voi di del sole.

Sempre avanti, sempre avanti Va contento Tuoni di sè.

Io cercai la mia fortuna Tempo già non so che;

Ma ho trovato poi l’intoppo ,

Che de’ guai provar mi le.

Eh ! godiam di quel che viene,

. cerchiami quel che non c’è.

(Gali, si pone al tavolino ed esamina varie carte) Tlor.MÌ raccomando a te. ( piano a Marianna e dandole Mar. Non dubitate. una lettera)

Flor.Vo a dispormi per essere arrestato. (parte) Gau. Chi è ?

Mar. Soli io!

Gau. Cile C1 è ?

Mar. C’ è qui una lettera

Che or or per voi mi diede un contadino, (presene Gau. Di chi sarà?- Veh!-Del papà Bruschino - tandogliela) (legge) » a cagion della gotta, che mi pizzica più del so¬ lito, mi valgo d’altra mano per dirvi d’aver saputo che mio tìglio, invece di venire da voi, com’era mia volontà, batte la campagna e perde miserabilmente il suo tempo. Fatelo arrestare, e tenetemelo custodito.

IO

ATTO

Siccome poi egli non è conosciuto da nessuno, così vi accludo in duplo i suoi connotati, pregandovi la sol¬ lecitudine e protestandomi -Tutto vostro

Bruschino Padre.

Ehi ? chi è di là. ?- (*) Presto, ragazzi , presto :

(*) ( escono varii domestici) Fuor del castello immantinente uscite...

Ogni bosco frugate ed ogni macchia...

E se a caso incontrate un giovanotto,

Di cui vi do qui scritti i conotati, {dando loro i due esemplari acclusi nella lettera)

Sul momento arrestatelo

Lo voglia o non lo voglia ... e a me guidatelo -

( i servi partono frettolosi)

Hai sentito, Marianna?... Eh?... che ne dici? Mar. Ho sentito pur troppo!... e vi so dire...

Gau. Non mi dir niente !

Mar. Ma... {odesi rumore di dentro)

Gau. Viene qualcuno. -

SCENA IV.

Florville fra i domestici teste sortiti e detti.

Flor. Una violenza simile

T oberar non Si può! ( dibattendosi per uscir loro di mano) Gau. {pi elìdendo un contegno severo) Signor Bruschino! Meno parole .. ed obbedisca agli ordini Del di lei signor padre.

Flor. E voi chi siete

Per trattarmi così ?

Gau. Eh?... chi son io ?-

Gaudenzio Strappapuppole!

Flor. < fingendo la più grande sorpresa) Gran DÌO !

Il tutor di Sofia !

Gau. Appunto quello,

Uomo senza cervello!

f lor, {dopo aver esitato per qualche momento , come confuso)

Non lo nego :

X

UNICO j i

Merito 1’ odio vostro -, ma vi giuro Che pentito io scriveva al padre mio.- (Gaud>

mostra di non crederlo) Osservate voi stesso {porgendogli la lettera avuta da Gau. ( dopo aver letto) proprio Vero ! - FU.)

È pentito !) Frattanto ritiratevi. {Fior, fa per uscire Non di ., non di là..- Da casa mia dalla comune) Non s’esce più Fate giudizio... e poi {prenden¬ dolo a parte)

Vedrem quel po’ che si può far per voi.—

( Fior, si ritira con Marianna da una porta laterale , i dome¬ stici partono dalla comune)

SCENA y.

Gaudenzio solo poi Bruschino padre , infine Florville.

Gau. Poveretto ! Venia da per se stesso

A chiedere perdon !... Ma quel suo padre Orgoglioso, bisbetico, testardo,

Chi sa mai cosa diavolo dirà!- Dirà quello che vuol, poi tacerà.

Brus.Ho capito! Va bene!- {di dentro)

Gau. È lui, è lui.

BRUS.Caro Gaudenzio mio! - {affrettandosi ad esso) Gau. Caro Bruschino! {s’abbrac-

E la gotta ? - ciano con effusione d’ affetto)

Brus. Va bene ! - Ahi ! - Ma sentito

Avrete già le gentili novelle Del mio signor figliuolo.

Gau. Oh ! non temete !

Ho a tutto rimediato;

E in casa mia lo tengo sequestrato.

Brus. in casa vostra ? Ahi !

Gau. Docile, pentito...

Tale in somma da farne un buon marito.

Ehi ? Fate venire il forestiere, {ad alcuni do¬ mestici che arrivano , c che ricevuto l’ordine partono)

li ATTO

liRus.Cosa fate?-.. Ahi!... perchè?... Noi vo vedere.

Gau. Noi volete veder i !

Brus. No !

Gau. Bagattella !

Non vedere un suo figlio!... Oh! Saria Bella ! Per un figlio già pentito Parli a voi paterno affetto ,

Ed il nodo sia compito Dal dovere c dalP amor.

Brus. Voi lo dite !... lo volete !...

Bolle il sangue, e Bolle assai !

Gau. Da par vostro orsù cedete !... (esce Fior, e Flor. (AI cimento andiamo ornai.) resta in disparte >

a

Brus. (Uh che caldo !... e lo degg’ io !...

{ Bruschino resta fantasticando da sè, Gau. s’ accede di Fior.

e lo fa accicinare a Brus ) (Indeciso è questo cor.)

(Tremo tutto... signor mio...)

(Quasi oh dio ! mi manca il cor.)

(Via coraggio... ci son io...)

(Non temete, fate cor.)

Caro {ladre, deh perdono!., (sommessamente a

Brus. colla testa bassa)

Degli error’ penato io sono.

Chi è costui '....(gli solleca la testa, lo guarda)

Flor.

Gau.

Flor.

Brus.

S(jlA vostro figlio !..

Flor., Gau. s

h

Brus Chi è costui ?...

Flor., Gau. Bruschino...

Brus. Un corno !

Flor. Ah previdi il mio periglio'... (affettando dispe¬ razione)

Gau. Ehi ! Scherzate !. . (severamente a Brus.)

Brus. Uh !... (sbuffando)

Gau. Arrossisco !

Flor. tPover uom I lo compatisco!)

(corno sopra)

Gau. Ehi!...

Buus. (Jh ! ..

Gau. Ebbene ?

Baus. Uh ! che caldo !

Io nel vidi in vita mia \

Io no so chi diavol sia.

La capite o no ?

Gau. Rinegate il figlio vostro

Per un stolido puntiglio !

Ah che in voi ravviso un mostro Cui natura ha giù in orror l Bau. Cosa andate naturando !

Cosa state borbottando ?

Voi due pazzi mi sembrate,

Non vi bado, e me ne vo.

(per andare. Fior, lo trattiene , e gli si inginocchia dinanzi) Flou. All !

Gau.

Flou,

Buus.

Flou.

Buus.

Gau.

Flou.

Buus-

Gau.

Fermate !...

Padre !...

Figlio !... (s’inginocchia di - Deh per grazia consolatemi !... manzi a Fior.) Deh per grazia andar lasciatemi !...

Eh no ! ..

Ah padre...

Ah Figlio !...

Ah ! diavolo!...

Su finitela in buon’ ora !... (levandosi tutti)

a 3

Buus. Eh lasciatemi in malora !

Uh che caldo ! che oppressione ! Dal velen mi strozzerei...

Va crepandomi il polmone! Voglio andar dal cancelliere, Qui venir lo fo a drittura,

Ah che caldo ! P impostura Smascherata resterà.

4-n

ATTO

Poi vi fo mostrare a dito Dapertutta la città.

Gau. Eli vergogna! puntiglioso!

Eh tornate alla ragione !

Rinegate vostro figlio !

Foverin, fa compassione!

Venga pure il cancelliere,

Venga tosto, a dirittura ;

Smascherata P impostura fra poco resterà.

Poi vi fo mostrar a dito Dapertutta la città.

Flor. cedete o padre ancora ?

Deh tornate alla ragione !

Rinegate vostro figlio?

Ali signore! compassione!

Venga pure il cancelliere*

Venga tosto, a dirittura ;

Smascherata r impostura fra poco resterà.

Poi sarà mostrato a dito Qualchedun per la città. ( partono tutti)

SCENA VI.

Marianna sola.

Chi sa di qual maniera Terminò la faccenda : io son curiosa Di conoscerne il fin. Oh se potessi...

Ma... panni udir. . con il signor Bruschino

( dopo aver osservato alla porta comune )

Altercando sen viene la padrona.

Di potrei... sì, la pensata è buona!

( entra in una stanza laterale)

UNICO

i5

SCENA Vii.

Bruschino padre e Sofia.

Brus. E(1 io sostengo , lo protesto e il giuro ,

Ch’ egli non è mio figlio \ e che se a forza Lo vuol la signorina per marito ,

Senza difficoltà Sposarselo potrà.

Sof. Ma bramerei

Che cedeste a ragion ^ chè finalmente Non si deve , o signor, per un puntiglio Sof. Rinegare vilmente il proprio figlio.

Ah voi condur volete Alla disperazione una figliuola Promessa a degno sposo. Non vi parla Voce di sangue in petto ?

No, creder noi potrei...

Deli! piegatevi, o cielo! ai voti miei.

Ah ! donate il caro sposo Ad un’ alma , che sospira :

La mia calma, il mio riposo Da voi sol dipenderà.

Se crudele persistete A negarmi V idol mio ,

Voi la pena pagherete Della vostra crudeltà.

Ma già sento la speranza Che lusinga questo core...

Consolate un dolce amore,

Ve lo chiedo per pietà. (parte)

1 6

ATTO

SCENA Vili.

Gaudenzio introducendo il Cancelliere e detto. Poi Florville e Sofia , in fine Filiberto.

Gau. Ecco, mio buon Bruschino, il cancelliere : Clic domandaste, e che mi ragione.

Brus. Come ragione ?

Can. Non c’è dubbio! Udite:

Ei mi mostrò una lettera,

Che per voi gli fidava il figliuol vostro; Confrontato iio il carattere Con quella ch’io posseggo a me diretta... (levati- E pi Ci dubbio non c’è... la cosa è netta. dola -.di Brus. Ma vediamo!... tasca)

Can. Osservate, (prende la lettera dalle mani

di Gaudenzio , la pone a fianco di quella che pos¬ siede e le porge a Brus. che rimane sbalordito ) Brus. Propriamente li carattere è lo stesso!

Gau. Che vostro figlio ei sia, negate adesso !

Brus. Ilo la testa, o è andata via ?...

Sono a questo , o all’ altro mondo ?...

Ah ! il cervel da cima a fondo Sottosopra se ne va.

Gau. Or signore tocca a voi. (ul Can.)

Can. lo comando a voi Bruschino... (autorevolmente)

Brus. Deh vi prego un momentino...

il comando sospendete...

Debbo andar, se permettete,

A dar prove segnalate. . (per andare è trat Sof. Deh signor mi consolate ! tenuto da Sofi.)

Siete alfine persuaso ?

Brus. Se lo son mi caschi il naso.

Sof. Ahi che doglia provo in seno !

Quasi, o cielo, vengo meno Per strana crudeltà.

UNICO 17

Brus. Ah clie caldo ! che Briccone !

Vivo qui mi mangerei!

Di velen. di convulsione Salto e ballo adesso qua.

Glialtri No, più strana ostinazione

No di questa non Si dà. ( Bruschino è per an¬ dare , allorché s’ incontra in FU ., egli vivamente lo abbraccia e torna indietro con lui tutto contento) iùl. Perdonate, miei signori,

S’ ora un poco vi sconcerto...

Brus. Ali che il cielo a me vi manda !

Deli venite, 0 Filiberto.

Sof. e Flo. (Egli quii Siamo in periglio!)

Brus. Ei che albergo diè a mio figlio (al Can.) Ogni cosa schiarirà.

Can. Rispondetemi. (a FU.)

Fil. Son qua.

Can. Debitor suo figlio è a voi ?

Fil. Perciò venni , signore.

Can. C’è qui il vostro debitore ?

Fil. Certo è quello, (accenna Fio. Movimento in tutti) Tutti eccetto Fil. Oh!... Cd è?

Fil. Bruschino...

Can. Ha schiarito, avete torto ! (autorevol. a Brus.) Brus. Olì eh’ ei pure caschi morto ! [accennando Fil) Uh che caldo! Ho il cielo in testa !

Ah perduto ho già il cervello!

Non è desso... noi conosco...

Non nV è figlio... non è quello...

Mai da me, se mi ammazzate,

Mai eh’ è tal s’accorderà.

Dei tiranni, i casi miei Deh vi muovano a pietà ! !

Gli altri Vergognatevi, finitela.

Vostro tìglio è questo qua. (partono tutti con¬ fusamente e resta il solo Fil, con Brus. in iscena).

i8

ATTO

SCENA IX.

Filiberto e Bruschino.

F il. Tutto va ben:, ma chi mi paga?

Brijs. Io no!

Se un debito ha incontrato il figlio mio... Seguitatelo , c fatevi pagare.

Egli è andato di !

Fil. Chi ve P ha detto ?

Brus. Ma voi stesso!.-, ahi!... cospetto!

Fil. Questa corbelleria

Non potea dir, s’è chiuso in casa mia.

Brus. In vostra casa? oh diamine!... ma come?

Non diceste che quello ?...

Fil. Era Bruschino:

Vostro figliuolo no, ma suo cugino.

Brus. Suo cugin ?... suo cugin?... ora capisco!..

Seguitemi per bacco !... o qua impazzisco!... (lo

trascina con )

SCENA X.

Gaudenzio, poi Sofia.

Gau. No, no. S’ anche si stampa

Diran , che non è vera- Ma... per bacco !

Ho capito il pretesto. Del contratto Egli è certo pentito ,

Ed io far queste nozzeho stabilito. ( esce Sofia) Sof. Caro signor tutore...

G^u. Vieni a tempo-

( Conviene pel buon ordine,

Ch’ io scrutimi la figlia onde sentire Come la pensa circa il matrimonio. )

Sof. Siete in collera meco?

Gau.

Oh ! cosa dici?

UNICO 19

Ti vo tutto il mio bene.

Sof. Ali! qual contento !

Gau.( Le si vede negli occhi la innocenza! )

E per farti veder che V amo assai.

T” I10 destinata sposa come sai...

Sor. Ma se il giovine poi non è figliuolo Di quel signor Bruschino...

Gau. Eh ! non pensarci

( Oh che delicatezza. )

Qua. Rispondimi a tuono, il giovane hai veduto ?

Sof. Signor sì.

Gau. Ti piace? (Che candori) disposta sei ( Sofia ab- A fare un matrimonio? bassa gli occhi)

Sof. Matrimonio ? cioè ?

Gau. ( Bella semplicità!) Tu ti confondi?

Sof. Matrimonio ? cos’ è?

Gau. Senti... e rispondi.

È un Bel nodo , che due cori Stringe in tenero diletto ,

Che v’accende ognora il petto Del più casto e dolce ardor.

Sof. Air idea di tanto bene

Io commossa, o ciel, mi sento;

Ma non so se sia il momento Che mi, chiami al nodo amor.

Gau. Oli! dei cenni in voi avrete Per saper se siete al caso.

a 2

Sof. Deli quai sono a me spiegate,

E dirò se a segno ho il cor.

Gau. Mia carina a me badate,

E dirò se a segno è il cor.

Mirando un oggetto Ci nasce un affetto.

Sof. Oh questo mi è nato ,

20

Gau.

SOF.

Gau.

Sof.

Gau.

Sof.

Gau.

Sof,

Gau.

Sof.

Gau.

Sof.

Gau.

Sof.

Gau.

atto

E A riio provato.

Buon segno buon segno ? Pareva anche a me.

Da un palpito poi È il seno commosso. Signore non posso Star quieta un momento. Buon segno buon segno 1 Pareva anche a me.

Poi nasce un ardore. Ardente son io.

La brama v’ accende.

Son tutta desio.

Ma vien la prudenza Che ammorza P ardore. Vien tardi, signore,

E al caso mi trovo.

Lo credo , lo vedo ,

Noi so dubitar.

a 2.

Ah datemi lo sposo E datemelo subito }

Per lui può sol di giubilo Quest/ anima brillar.

A voi darò lo sposo :

Sì, vel darò subito ;

Per lui può sol di giubilo Vostr’ anima brillar.

( partono )

SCENA XI.

Braschino solo, poi Tlorville. Finalmente Gaudexzio e Sofia.

Brus. Oh che scoperta ! Filiberto adesso Sa quello che dee far ; ma pur vorrei Saper questo bel mobile chi sia }

UNICO

21

Come potè a Sofìa ...

Ma - viene appunto ! ... (si nasconde)

Flor. Io son convulso } e temo

Clic male a terminar vada ogni cosa ;

E se Gaudenzio scopre

Che di Florville, del suo maggior nemico

li figlio io son ... come uscirò d’ intrico ?

BRus.Ya benone !... ahi t ... ci ho. gusto ! ( battendo invo- Flor. Oli ! mio padre! Ivniariamente un piede a terra Gau. E così , caro Bruschino ? e scoprendosi)

BRus.Son convinto ... a ragion son ritornato ...

E al seno io stringo... un figlio ognor amato. (a&-

braccia Flor. che gli corrisponde)

Gau. Oh bravo !

Brus. Anzi ho deciso,

Se v’acconsenti tu, d' unirlo a quella Ch’egli sospira, e che gii corrisponde.

Ya ben ?

Gau. Niente di meglio.

Brus. Qua la mano, Sofia: ( poi si volge a Flor.)

Qua la tua ... siate sposi ! ... ( gli unkee )

Flor. Oh ! alGn sei mia ! (strin¬

gendosela al seno)

SCENA ULTIMA

Marianna, poi Filiberto, finalmente Bruschino figlio c detti.

Mar. È tornato Filiberto.

E vi chiede di venire.

Gau. C1T egli venga*, il mio trionfo

Deve farlo assai stupire. (esce Fil.)

Bru. Ma!., mio danno!... ma!... pazienza!... Sop.eFLOR. (Spinge troppo la imprudenza!)

Fil. Or che il resto ei mi ha pagato (a Fio. ) Il cugin v’ ho liberato.

22

F LO. Fil.

Giu.

Fil.

Gau.

Fjl.

Gau.

Brus.

Br.F.

Gau.

Brus.

Gau.

Fil.

Gau.

Fil.

Gua.

Fil.

Gau.

Bru.

Gau.

Flor.

Bru.

Gau.

Flor.

Gau.

Bru.

ATTO

D’ abbracciarvi ei già sospira,

lo posso più frenar.

Ci vedrem... non venga adesso, (sconcertato) Ma però, con suo permesso,

Render debbo al padre il figlio.

E che c’entra ciò con noi? ( stupito a Fil.) V’ è suo padre or qui con voi.

Padre? chi?

11 signor Bruschino.

Padre egli è di suo cugino Che pasticcio è questo qua ?

È un pasticcio saporito.

Vieni avanti disgraziato ! ( a Bru. fig.)

Padre mio !... Sono pentito !

Che vuol dir ?

Che ho terminato Qui ogni mia paternità.

Ei suo figlio ? (a fu.)

Appunto.

E questo? (accennando Fio.)

Suo cugino.

E voi diceste?

Vi diss’ io eh’ egli è Bruschino ;

Mai suo figlio.

E voi tacete? (volto a Fio.) Dichiarate!... rispondete !...

Dirò io coni’ è la cosa :

Egli amava vostra figlia,

E per farla al fin sua sposa Qual non è s’ è liuto qua.

E chi siete ?

Un uom d’ onore.

Bagattelle!... e come!... è figlio Di Fiorville il senatore!

Di Fiorville!... del mio nemico!...

Padre mio !...

No !

Vergognoso ! ( contraffacendo ciò che fece 'prima Gau. con lui)

UNICO

23

Per un stolido puntiglio Rinegate adesso un figlio !

Gau.

Cospetton !

Flor.

È il padre estinto !..

. ( supplichevole assai a Gau.)

Bru.

Eh tornate alla ragione !...

(come sopra)

Poverini fa compassione !...

Sof. Flor. Colpa è amore dell’ errore ,

Perdonate per pietà. (Gau. è concent. in stesso) Bru. Ehi, li avete già sposati. ( forte all’ orecchio

Gau. Disgraziati ! di Gau.)

Sof. Flor. Padre amato!

Gau. Ah!...

Sof. Flor. Perdon !

Gau. Ho perdonato. (lì abbraccia)

Gli altri Ah ! che in ben finita è già.

Tutti Guai portenti non opra V amore ,

Se padrone si rende d’un cor!

Tutti in giubilo dunque cantiamo Ti va sempre, viva P amor.

FINE.

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