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IL DUCA ED IL PODES

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WELODRAMMA SEMISERIO IN TRE ATTI

. MUSICA DEL MAESTRO

CESARE ROSSI

da rappresentarsi al Teatro Sannazaro nell’ autunno ù co 35!

ai Ù: NAPOLI CSAR Sale TIPOGRAFIA CAV. GENNARO SALVATI . è SE Maddatenella degi FAUAZA NI dg

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BIBLIOTECA: CAPRONI]

DL DICA EDIL PODESTÀ.

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MELODRAMMA SEMISERIO iN TRE ATTI

MUSICA DEL MAESTRO

CESARE ROSSI

da rappresentarsi al Teatro Sannazaro nell’ autunno del 1886

|

NAPOLI

TIPOGRAFIA CAV. GENNARO SALVATI Maddalenella degli Spagnoli 19

1886. I

MUSIC LIBRARY UNC--CHAPEL HILL

N. B. La musica dei seguenti pezzi è scritta espressamente dal maestro Francesco Capponi

La grande scena del Duca al atto (meno il Duettino tra so- prano e tenore). La scena della Maga all’ atto nonchè i) quar- tetto finale. i

La poesia e la musica di questa opera sono di esclusiva pro- prietà del signor Alfredo Prestreau, il quale dichiara di voler godere dei privilegi che accordano le vigenti Leggi e garenti- scono le proprietà letterarie ed artistiche.

PERSONAGGI

BABILAS, Duca di Piccardia sig. Mastrobuono Stanislao LA DUCHESSA, sua moglie Sig.® Marray Adete VALENTINO, giovane avventuriere » Befani Giulia

IL PODESTA’ sig. Sommantico Giuseppe BALACLA’, primo ministro » Sarti Giuseppe GENOVEFFA, confidente della Duc.* sig.* Bighinî Laura | sig.? de Maria Giuseppina IL CAPO DEGLI ARMIGERI sig. Marauto Giovanni

IL CAPITANO DELLE GUARDIE, GENERALI, DIGNITARI, MAG- GIORDOMI, UFFIZIALI, CAVALIERI, SCABINI, ARMIGERI, CoR- TIGIANI, CAMERISTE della Duchessa, PAGGI, POPOLANI d’ambo i sessi, USCIERI.

L’azione è nella Capitale del Ducato di Piccardia.

ATTO PRIMO

Gran Piazza adorna della statua equestre del Duca. A destra il Palazzo Ducale, a sinistra la Gasa Comunale.

SCENA TI.

POPOLANI d’ ambo i sessi. Indi PRIMA CAMERISTA dal Palazzo Ducale ed il PODESTA” dalla Casa Comunale, seguito dagli scA- BINI ed USCIERI. ;

Coro

4" Cam.

Pod.

Coro

Ma ritorna ? dice? A che ora?

Nol sapete ?

Ciascuno l ignora. Da quel lato guardate.

Guardiamo. Viene alcuno? Nessun vediamo !

Da morir dalla noja c' è qui, Stando in piedi dal sorger del dì! (uscendo) La Duchessa poveretta - Ìl suo sposo ansante aspetta. Di codesta sua tardanza, Dopo lunga lontananza, Stanca già davver sarà. I suoi palpiti a calmar | Monsignor dovria spuntar. I suoi palpiti a calmar Monsignor dovria spuntar! Zitti ch’or ne avrem novella Dal buon nostro Podestà; Del paese la più bella Individualità. Silenzio, 0 voi del popolo, Udite il Podestà. Attenti ora all’ eloquio, Ch? ei vi regalerà ! Nessuno fiaterà; Favelli il Podestà!

Pod.

Coro

Pod.

Coro

Pod.

Coro Min.

Coro Pod.

Coro

n 9

Del Duca oggi la nascita Si deve festeggiar,

Non che il ritorno fausto Del suo belligerar ! Onde all’amato popolo Dei spassi dar dovria, Dei fuochi d’artifizio,

In segno d'allegria....

Però vuote trovandosi

Le casse in questo giorno, A tutti voi partecipo

Che avrete invece un corno! Udiste ? ei ci partecipa

Che avremo invece un corno! Il nostro Eccellentissimo, L’erario dello Stato,

In queste spese inutili

Non vuol che sia sciupato. Pel solo Duca egli ordina

Di rito il gran banchetto, Da cui rimane estraneo

ll popol suo diletto.

Di fuor concesso è starvene A fargli acclamazion];

Saran spero degnissime

Di sudditi buoni.

(fra loro con ironia) Di fuor concesso è starcene A fargli acclamazioni,

Che ognor saran degnissime Di sudditi buoni.

: Fate largo a Monsignor ministro !

Viva l’eccelso Balacià ! Viva il ministro!

Un messaggio Mi annunzia, cittadini, Che siamo ormai vicini Sua Altezza a riveder! Evviva ?

Evviva sua Altezza

E Balaclà ! (in prosa) Evviva il ministro !

Min.

Pod. Bal.

Pod. Min. Pod.

ot Grazie !. (a parte al Podestà indicando il popolo) Insani ! Non veggono il bel vivere Che mena il loro Duca Dalla moglie lontan, ch'egli trascura, Finte guerre inventando! L'M La Legge è chiara, sovrano senza eredi... Sovrano decaduto : Ma Balaclà lo giura Al tron di Piccardia, Non mancherà il successor, capite ? Capisco sempre a volo ! Al Duca io vado incontro. (esce) Ti veglierò ; dei tuoi progetti ascosi Il fine sventerò.

SCENA II.

VALENTINO seguito da due Moretti che traggono un carrettino ‘con diverse bottiglie sul quale è scritto Meraviglioso speci- fico amoroso.

Fal.

Il signor Podestà ?

‘A voi degno e gran Signore

D’inchinarmi ho l’alto onore. Il più raro ritrovato Vengo a offrirvi oggi orgoglioso, In codesto rinomato

Mio specifico amoroso. I Il mio genio ha quì raccolto Erbe magiche, possenti !

Chi ne beve presto è colto, D'un amor de’ più cocenti !

E se il Duea il beverà

Preso al laccio resterà!

Tutto il mondo girando, Con tal magico Elisire,

In gran dose il spacciando Nelle corte d’ ogni sire ;

E dai re fino ai valletti

Bevon tutti il mio liquore, Accendendo in tulti 1 petti,

Coro

Pod. Val. Pod. Val.

Pod.

Val. Pod.

Val. Pod. Val.

Pod.

CAO

Febbre indomita d’amore: Dan così valletti e re Gloria, fama, onore a me. Beva ognuno in Piccardia, Del mio fittro in quantità, E d'amore, in fede mia, Sul momento brucerà. Beva ognuno in Piccardia Del suo filtro in qnantità; E l’effetto che desia, Sul momento egli otterrà ! Sicchè questo Elixir ? Prodigioso ! Ne sei sicuro ? Come di me stesso ! Qui leggerete adesso Tutti ì certificati D'illustri potentati. No, non ne val la pena. In confidenza, io voglio Farne un presente al Duca, Sperando ridestargli in petto L’amor per la consorte. Il colpo è fatto. (consegna la boccia) Se inver l’effetto corrisponde, Qual ricompensa offrirti ? Discreto son; nominato io sia Paggio della Duchessa. Bella discrezione! Ma pur. ...tu lo sarai; te lo prometto ! (fra sé) Il passo ardito fu, ma non fallai... Quel liquor è un pretesto... Giungere fino a lei e poi... chi sa? Incontro al Duca, olè? (squilli di tromba) Qual suono ?

(Grida, applausi, suono di marcia che si appressa)

Oh! è desso appunto Non ci muoviamo, sua Altezza è giunta,

SCENA IV.

Preceduto da trombettieri e seguito dallo stato maggiore,

Coro

Pod.

il DUCA in completa armatura e detti.

Felici sudditi, facciam baldoria,

Del nostro giubilo eco fedel!

Trombette e pifferi con noi schiamazzino, D' immenso strepito risuoni il ciel!

(in prosa) Evviva Sua Altezza!

(Il Duca si avanza)

Coro Duca

Coro Duca

Coro

Duca

Pod.

Duca Pod.

Evviva! Armato io riedo appien Di ferro, bronzo e acciar, Di bronzo e acciar. Fugato ho il Saracen Per boschi, monti e mar! Un Prence io son guerrier! La guerra è il mio mestier ! Un Prence egli è guerrier! La guerra è il suo mestier | Jia terra Santa io vo' Riconquistare al ciel, Che in fronte stampò Terror dell’ infedel! Un Prence io son guerrier La guerra è il mio mestier ! (avanzandost) Altezza, in questo fausto giorno Del Ducal ritorno, Io del popolo in nome esultando, Commosso in riveder L’amato vostro aspetto, A voi mi prostro e prego Di accettare un banchetto. Ed io laccetto!

Andiamo!

(AI suono di allegra marcia, entrano tutti nella Casa Comunale

RIN GIS SCENA V. VALENTINO con mandòla

Val. Sgombra è la piazza; Profittiamone intanto

Per far udire a lei

L'usato canto. (preludia e rivolto al palazzo Ducale) Sul tuo verone un giorno O bella io ti mirai,

A casa fei ritorno,

Ma il cor non ritrovai,

Io l'ho perduto, ahimè!

Del tuo verone al piè.

Di nuovo ansante io venni E più non lo rinvenni;

Ma tu dagl’occhi, o bella, Che splendon come stella, Se l’hai trovato, ahimè ! Rendilo, o cara, a me.

O pure il tuo mi dona..

Nel sen lo chiuderò ;

Chè senza cor, perdona ! Restar non posso... ah! no!

(Dalla Casa Comunale si ode un tumulto di voce, grida, risa ed applausi fragorosi)

. Qual fragor! Conlrattempo Fonesto! Cauti siam.

SCENA VI.

La campana del Comune suona a distesa. Il POPOLO accorre da tutte le parti, il PODESTA” dalla, Casa Comunale, indi DUCA col seguito, infine Ja DUCHESSA dal Palazzo Ducale seguita da GENOVEFFA, dalla PRIMA CAMERISTA e due PAGGI.

Pod. (da dentro) Duca che fate ? Voci Ah!® Ah! ANI,

2 E, (3) gn,

Pod. (sempre da dentro) Non suonate... Coro Che accadde ? Pod. (uscendo sulla soglia) È matto, o brillo il Dùca !

(gridando verso il palazzo Ducale)

Venga venga la Duchessa ; Impaziente il suo sposo la domanda... Il caso è stran in ver!

Pop. Che sia già l’Elisir ? Gran Dio! lo spero! Coro Che sia già }?Elisir ? Duca (uscendo) Ehi! dov'è la mia sposina ?

Oh! che fiamme, qual ardore ! (La duchessa gli esce incontro)

Vien m’abbraccia, mia carina, Ritorniamo al primo amore! (abbracciandola) Dei trascorsi son pentito, Che gran torto m'hanno fatto, Ti riabbraccia luo marito, No, brillo son, matto! Oh ! l’è pur la dolce cosa Dopo lungo guerreggiar Fra le braccia d'una sposa Pace alfine ritrovar ! Duc. (E mutato in un baleno ; Jo son colma di stupor!) (al Duca) Vi calmate un poco almeno, Nuocer puote un tanto ardor ! Pod. (Oh! che fantasmagoria ! Pace il Duca più non ha. Non più dove mi sia, E un portento in verità !) Val. (al Podestà) Lo vedete ! già nel petto, Ha le smanie dell’amor ; Il mio dono un tanto effetto Non produsse mai finor ! shin. (Egli lama, ora è pentito ; Incredibile mi par! Dalle mani il trono ambito Io mi sento ahimè strappar. ) Gen. (con entusiasmo) Che prorompino gli evviva

Cam. Coro

Duca

Duc. Ducu

Min. Tutli

Da ogni labbro, da ogni cor.

A una coppia giuliva,

Che di nuovo avvince amor !

Voce arcana, 0 mia gentile,

Verso il tuo tragge il mio core;

E la voce dell’ aprile,

E la voce dell’ amore.

NÒ, mia sposa, a contenere

Jo non valgo il suo potere ,

Che soave omai s'impone

miei sensi, alla ragione.

Le tue lagrime, gli affanni

Tu secura puoi bandir.

T'ho negletta per tanti anni;

Or t'adoro, o mio sospir !

(piano al duca) (D’ogni sguardo siete segno Basta, basta o mio diletto!)

Questa fiamma ch’ arde il petto Spenga il bacio dell’amor. (la bacia) (Ah! che invan sperato ho il regno!) Viva il Duca, eccheggi ancor.

(Il Duca entra con la Duchessa e col seguito nel palazzo Du-

cale, il Podestà, appoggiando la mano sulla spalla di Valentino, entrano nella Casa Comunale),

FINE DELL’ ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO.

Gran sala nel palazzo Ducale ; in fondo verone che sporge su i giardini, Quattro porte laterali. Grande specchiera.

SCENA I.

GENOVEFFA e CAMERISTE, parte occupate al ricamo e parte

Coro

| Gen.

Gen. Val. Gen.

Val. Gen.

Val. Gen.

Val.

Cam.

Coro Tutti Gen.

a por termine ad un ricco accappatojo.

Con ardore lavoriamo,

Un istante non perdiamo.

La Duchessa avrà piacer

Tal lavoro nel veder.

Par che il Duca ritornato Dalla guerra, alfine sia

Con la moglie assai cangiato, Tutto amore e cortesia !

SCENA II. VALENTINO dalla sinistra e dette.

(sentendo baitere all''uscio) Chi è ?

- (da dentro) È permesso?

Avanti. (Valentino si presenta) Chi siete e che bramate ? Parlare alla Duchessa ! (sorpresa) i Alla Duchessa ?! E credete che a chiunque Sia permesso parlarle ? Ma un chiunque io non sono! (alzandosi) E qual, di grazia, Illustre personaggio Annunziarle dovremo ? (riverenza caricata) (porgendo una carta) Il nuovo Paggio! Voi paggio? | Ei paggio? Ah! Ah! Ah! AK! (ridéndo) (dopo che avrà letto) (a Valentino) Il nuovo Paggio siete Dal Podestà mandato ?

Pica

Val. . Io son quello!

Gen. Il \oslro nome ?

Val. Valentino. Gen. (K lui)

Coro Quanto è carino!

Cam. Oh! sì! in mia fè, desìo Squadrarlo più d’ appresso.

(Le cameriste accerchiano Valentino)

Gen. Lo soffocate adesso... (Una camerista appende l’accappatojo alla specchiera). Basta così, basta così, Coro Quant è carin! quant’ è carino ! Gen. un abito da Paggio.

(Diverse cameriste escono).

Ad abbigliarlo isubito ci occupiamo Presentarsi a sua Altezza Non può certo così. Coro Su | abbigliamo . . (Le cameriste uscile rientrano con l’occorrente per vestire Valentino). Gen. e Cor. Meltiamgli su le scarpettine... Val. Oh! che belle scarpettine, . . Pian, pianino, mie carine. Gen.e Cor. Oh! come a lui stanno carine... Gen. Presto mettetegli il giubetto.. Val. È grazioso il mio giubetto, «| E davvero ben mi stà. Cor. e Gen. Ma si davvero ben gli stà.

Gen. Avanti, in testa il suo berretto. Coro Come il berretto ben gli stà. Val. Più grazioso del berretto,

Per me in testa altro non v'ha Gen. e Cor. Poniamgli al fianco lo spadino Oh! che perfetto cavalier! Val. Tengo al fianco lo spadino, (pavoneggiandosi) Son perfetto cavalier. Gen.e Cor. Come è gentil! come è bellin ©‘ Che vago aspelto lusinghier ! Val: Son leggiadro, son bellinoj - Oh che aspetto lusinghier

LR 7 Ag pan

(Son di me già innamorate, lo le veggo già impazzir. ) Vi scostate, mi lasciate, Non fate infastidir. Gen e Cor. Ne saran tutte innamorate, Dovran per lui tutte impazzir. Più lo guardate e | ammirate E più dovetene invaghir ! Gen. Quegli occhi su! men timidezza! Il passo via con sicurezza. Gome è gentil, come è bellin; È tutto grazia, è un amorin,

(Durante queste parole le Cameriste circondano e tormentano Valentino).

Val. Eh! che? Sono io forse un fanciullo ? Son vostro gioco, vostro trastullo ? Bada}e! Or più timor non ho. E i conti pari con voi farò. (tenta baciarle)

Coro Ehi! Ehi! là! oh! bella ei cangiò. Gen. Silenzio; la Duchessa ! (Valentino corre a nascondersi dietro l’accappatojo). SCENA III. La DUCHESSA e detti.

Duc. Che fu? quale tumulto ? Gen. Allegre son... Duc. Lieta son io del pari. (osservando /’ accappatojo)

Bello davver ! (scorgendo Valentino) Costui Chi è mai:? Saper lo vò...

Gen. Egli e il novello Paggio

Che il Podestà mandò |. Duc. Perchè colà celato ? Gen. È pien di timidezza ,

Si nascose giungendo vostra Altezza. Duc. Vi fo dunque timor ? non rispondete ? Gen. Vel dissi Altezza, troppo il confondete. Duc. Esser mio Paggio eletto

Fu vostra volontà ? Val. Si!

Duc. La ragione ?

Val.

Duc.

Gen.

ARI

Onde goder del vostro caro aspetto Iu ogni istante. Audace impertinente ! (piano a Gen.)Ma dove udivail suon di quella voce? È il menestrello, che sotto il verone

(Piano alla Duchessa)

Duc. Gen.

Duc.

Val: Duc.

Val.

Vuc. Dal. Duc.

Si diletta a cantar quella canzone. (piano a Gen.) Ah! lui! Che sento mai ? (forte) Le dame allontanate...

Uscite voi ; sarete richiamate.

SCENA IV DUCHESSA, VALENTINO, GENOVEFFA.

Ebbene Signorino, Il dritto di cantar chi v'ha concesso, E sotto il mio verone Quei stornelli d'amor? Che ! voi sapete Arrossir non dovete, Giustificarvi invece. Reo di Jeso rispetto vi rendeste Verso di mel...- (prostrandost) Perdon !... ve ne scongiuro , Confesso il fallo mio... Da irresistibil forza A voi tratto son io. (cade in ginocchio) Ma questo è troppo ! (supplichevole) Perdono ! Ebben, perdon concedo ; Ma guai per voi se osaste Così imprudente ancora In avvenir mostrarvi... A voi !

(Gitta una borsa con danaro a Valentino)

Gen. Val.

(meravigliata) Signora! Che! a me oro ? e così vile

O Duchessa mi stimate ?

Voi si bella, si gentile

L'elemosina mi fate ?

Duc. Gen.

Due.

Gen. Due. Gen.

Val.

Duc.

Gen.

Duc.

gg

Oh! questo colpo troppo è fatale !

Jo più non reggo, ahi! mi vien male! (sì sviene)

Che veggo ? Ahimè!

(accorrendo presso Valentino e tastandogli il polso) Svenuto egli è!

(accostandosi e tastando l'altro polso)

Oh ! la morbida manina,

Par velluto fina, fina!

Oh! che mani delicate 1

Ei non ode, l’osservate,

Carezzarla io posso ben ;

Egli ancora non rinvien |

Carezzarla si può ben;

Egli ancora non rinvien |

(tra sé) (Ho una morbida manina

Qual velluto fina fina ;

S'ella m'odia, saprò ben,

Come vincerla convien.)

(fra sé) (E un fanciullo assai vezzoso,

Ma un troppo ardimentoso.

Discacciarlo non conviene

S'egli prima non rinviene.)

(Essa pure è innamorata

Come ben c’ è capitata.) Mano, man ripiglia i sensi... K svanito quel pallor,,. State meglio ? (Valentino st alza)- Ora si pensi A mandarlo presto fuor. Ahi!! (sviene di nuovn) Sviene ancor ! Presto un cordiale.. Voi sentite ? Ancor non molto... È mestier che andate via. Che ? (alzandosi) ebben... (confuso) Come ? All’ istante | | Almen rivolto Solo un detto io vabbia pria... No, nol posso... Rio destin !

20 +.

Duc. Via partite ! andate alfin. (discacciando Valentino) Gen. Il Duca! Val. Cielo!

(Valentino corre a nascondersi dietro la specchiere)

SCENA V. Il DUCA sospettoso, guardingo e detti.

Duca (a Gen.) Solo restar vogl’ io con la Duchessa.

(Genoveffa s’inchina e parte) Duc. Ebbene ? (accostandosi e dominandosi) Duca Ebbene ? (Dissemi

Il vigile ministro 1 Che qui un arcano ascondasi All’onor mio sinistro !)

Duc. (in disparte) (Che cosa mormora

ll mio signor fra se ? Duca (in disparte) (Per scovrir tutto fingasi 1) Duc. Parlate un po’ con me, Duca Da voi perciò venia,

Amata sposa mia! (dominandosi) 7 Duc. Oh ! come lieta io sono

Udir da voi così benigni accenti ! Altro ben non desio, di più non bramo, Se davver voi mi amate! Duca Oh! quanto amo. Deh ! vieni sul mio core, Stringer ti voglio al seno; I palpiti d'amore Teco divido appieno. Duc. Deh! vieni sul mio core Stringer ti voglio al seno; I palpiti d'amore Teco divido appieno. a due Deh! vieni etc. Val. Ah! più non reggo !

(Uscendo da dietro la specchiera gli cade lo’ spadino; al ru-

more il Duca e la Duchessa si volgono. Valentino fugge e si gitta dal verone)

2

Duca Un uom! tradito io sono Duc. Sono innocente, il giuro!

(Il Duca corre al verone e spara l’uno dopo l’altro due colpi di pistola che cava dalla cintura).

Duc. Ahimè! (cade svenuta)

(Il Duca raccoglie lo spadino, l’osserva e da fiato ad un corno che gli pende dal collo).

SCENA VI.

Il CAPITANO delle guardie, ATA poscia il MINISTRO e detti.

Duca Qui tosto sia La Corte radunata Coi miei guerrieri. E voi (a Genoveffa) Altrove la Duchessa trascinate.

(Esce il Capitano pria, indi Genoveffa e la Duchessa)

(rivolgendosi al ministro che entra) Ragion ne avevi, Il ver tu mi dicesti !

Se il Paggio non uccisi,

E il vile si salvò,

Atrocemente mi vendicherò.

SCENA VIL.

MAGGIORDOMI, DIGNITARI, CAVALIERI, UFFICIALI, GENOVEFFA PAGGI e detti,

Coro Con rapido comando Ci appella vostra Altezza ? Duca (solennemente) Guerrieri, Cavalieri, Senza frappor più indugio Tosto si parta per Ja guerra Santa. Min. (E di bel nuovo la consorte pianta! ) Coro Il brando a denudar, noi per |’ onor Siam pronti o Prence ognor. Duca Un Prence io son guerrier !

sl go

Min. e Coro Uu Prence egli è guerrier |

Duca

La guerra è il mio mestier !

Min. e Coro La guerra è il suo mestier!

Duca

Min. Duc.

Duca Duc.

(al ministro) A te commetto nell’ assenza mia Ogni poter civile e militare.

(traendoto in disparte) E vendicar tu devi L'oltraggiato onor mio, m’affido a te.

Ne impegno la mia fè;

Contateci !

(entrando seguita da Genoveffa e Cameriste) Che intesi ! che miro! Oh! mio stupor | Per una nuova guerra, o mio Signor ? Con i prodi di cui vi circondate

Partite ancor e sola mi lasciate ?

Voi v’apponeste al ver! Tutti partiamo ! Ed io che debbo far?

Min.e Coro vano il replicar.

Duca

Duca

Main.

Per mie ragioni, che non ho

Il tempo spicgar,

Perchè fiducia non potrò

In voi madama più serbar! Prendendo infine il tuon più serio, Con tutto il maritale imperio, Innanzi alla Corte ed all’ armata Voi siete ripudiata! (costernazione generale) (al ministro) Una moglie ripudiata Quale pena colpirà ?

La condanna è decretata;

Nell' esilio perirà !

t

(Uno scudiero esce portando 1’ elmo, lo scudo e la la lancia

del Duca) Duc.

Duca

. Coro Duc.

Innocente io son, fermate ! Per pietà deh m' ascoltate.

La sentenza affido a te,

Tu farai ciò che si de’.

Perder gl’istanti non vo più, Per Palestina muoviamo orsù. Voi mi seguite prodi guerrieri; Via lasciatemi passar!

Ei non vuole più ascoltar !

Vi scongiuro, mio Signore! .,

Duca Duc.

Duca

Min. Coro Duc.

Coro O

Coro don.

Coro uom.

Tutti

LIVORLO

L'ira mia più non tentate... La canzon non rammentate

Così tenera d’ amor ?

Ah j vieni sul mio core, Stringer ti voglio al seno...

I palpiti di amore

In me spegnesti appieno! Andiam, andiam, partiamo;

Non più, non più indegna va... Guardie sia tratta lungi di quà. E noi partiamo per andar

{I Saracen a debellar!...

Già la guerresca tromba Risuona con fragor;

La terra, il ciel rimbomba,

Io sono il vincitor.

Che la gueresca tromba

Risuoni con fragor!

La terra il ciel rimbomba. QUE vincitor ! (inginocchiandosi) Oh! Prence illustre deh! ci udite: Questi guerrier tra gl’ infedel Col vostro scudo ricoprite; Rendeteli Signor al nostro amor. Oh Prence illustre. deh! le udite : Questi guerrier tra gl’ infedel Col vostro scudo ricoprite

Le nostre armi, il vostro valor. Corriamo alla vittoria !

Correte

Covriamoci di gloria !

Covritevi

L'infido Saraceno

Fia sterminato appien !

FINÈ DELL’ ATTO SECONDO

ATTO TERZO

Foresta. A destra folti cespugli, a sinistra una caverna prati- cabile; sul davanti un tronco d’ albero, "Raro praticabile. L’ura- gano imperversa; tuoni e lampi,

SCENA I.

VALENTINO comparisce da una balza, trascinando per mano la DUCHESSA; ambedue avvolti in lunghi mantelli.

Val. Or via fidate in me... Duc. Che orribile uragano! Dove mi condurrete ? Val. In salvo, dove invano L'ira di Balaclà seguir vi possa ! Duc. (atterrita per lo scroscio di un fulmine) Giel! Val. Coraggio, niun timor. Duc. Ah! Balaclà crudel

Mi perseguiti così ; Morta a forza mi vuoi tu!

Val. Dal marito ripudiata, Dal Ministro insidiata... a due Ah che omai la ii virtù Nò, soffrir non può di più. Val Il confine varcheremo

Dove impera Balaclà,

E sfuggir così potremo

Di quel vil la crudeltà. (scoppia il fulmine) Ntun timor, fidate in me.

Duc. Cielo, ciel m'affido a tel

Val. (con mistero) La negra selva...

Duc. i H folto bosco... Val: Traverseremo all’aer fosco :

a due Traverseremo all‘aer fosco :

Paggio, e Duchessa.

Duchessa e Paggio

Faremo insieme

Un bel viaggio , Appena il nembo si placherà,

E in ciel l'azzurro risplenderà.

95

Val. £d or se il Duca ritrovar volete La Maga consultiamo ‘A farci ormai sicuri Per dove i passi volgere dobbiamo. Duc. Questa Maga dov'e ? Val. Tacete ed osservate !

(Pone il piede su di un pedale, scatta una molla; dal tronco dell’ albero salta fuori la Maga)

SCENA TI. La MAGA e detti.

Val. Possente incantatrice ! Mal. Che bramate ? Val. Rintracciar vogliamo

Di Piccardia il Duca, Partito per la guerra Son già parecchi dì. Mal. Partito per la guerra ? Voi ridere mi fate... Fra l’orgia di un convito Il Duca troverete. Duc. È Possibile non è! Mal. Voi dubitate ? Nel castel di Peronna, olà mirate!

(Stende la magica bacchetta verso il fondo della scena che si apre e lascia vedere come in un quadro una splendida sala ove siedono il Duca con parecchie Dame. Dopo breve pausa la vi-

sione sparisce).

Val. E proprio lui! Mue. | Son pietrificata! Dal. To tutto so, perseguitati siete;

Colà nell'antro entrate... Io vi proteggerò, non più temele. (Si odono i passi di una pattuglia che si avvicina) Val. Che sento omai ? Or d’involarci è tempo; Ci affidiamo a te.

(alla maga che sparisce)

26

SCENA III. Una Pattuglia di ARMIGERI comandata da un CAPO.,

Cap. e Cor. A perlustrar, a perlustrar Desti all’ erta noi siam, Ed arrestar, ed arrestar I fuggiaschi noi dobbiam. Se il rapitor s'appiatta quà In nostra man presto cadrà. Se poi fra i boschi si rintanò Prudenza andar di insegnò. Capo Certo i fuggiaschi ascosi Non lungi esser potranno, Della foresta adunque Ogn' angol perlustrate, E da per tutto con ardor frugate |

(Gli armigeri viano. Il Capo rimane solo in scena, e sriando si avvicina alla caverna da cui sorte la Duchessa)

SCENA IV. La DUCHESSA e detto.

(La Duchessa tutta scarmigliata: fingesi pazza).

Duc. Ah! Capo È lei! Duc. Mio signor, buonasera,

Riede già la gentil primavera; danzare, vien quà. la la la la Vo’ danzare . la da la. Voglio danzare, danzare ognora; Bello è danzare con chi s' adora,... Lo vedi ben farfalla io sono ! NÒ, piangere ! Capo Padrona...

Duc.

Capo Duc.

Capo Duc. Capo Duc. Capo Duc.

Capo Duc.

Dean 27 un

SÌ, piangere! Padronissima | Dovele piangere meco voi pure: Piangete... Ma badate... Ridete...

Sono l’ autorità |

Sapete la canzon del Prence Arbace ? Non la sò, la voglio ascoltar. Zitto stolto! la dovete imparar.

La per la volta azzurra

Alito non susurra,

E cheto, cheto il mar

La sponda va è baciar. Dite con me... i

E pazza! ahimè

Vieni bell’ angelo, Stringimi al seno; Voglio morire, morir con te!

SCENA V.

Gran sala splendidamente illuminata nel Castello di Peronna Gran tavola imbandita con lusso.

DAME, CAVALIERI, CORTIGIANI seduti a banchetto: il DUCA

Coro

Duca

nel mezzo.

Beviam! Cantiam! fra nappi e amor La nostra vita trascorra ognor!... Il nostro Duca evviva, Jo In guerra egli è provetto;

Ma meglio ancor di vino

S' intende e di banchetto.

Su beviam, cantiam,

Rendiam gloria e plauso a te.

Di un tal giorno così bello

Fia suggello nostra fè.

In alto i calici |

Fanciulle amabili,

E confondino

Brindisi e Daci.

Duca

Coro Duca

Coro Duca

Coro

Duca

Coro Duca

Coro Duca e Co.

A Bacco e a Venere

Chi sacra il vivere

Giammai non numera

I fugaci.

Beviamo, beviam.

Su mescete, su toccate.

E acclamate il gran guerriero ! La la la, tin tin tin.

Ed in quell’ estasi,

Che in noi trasfondere

Nel suo dellrio

Saprà l’amore,

Novello fremito

Saprem raccogliere

Per dare ai palpiti

Nuovo vigore.

Beviam, beviam etc.

Per far la guerra al musulmano, Ognun di voi Ognun di noi Quanto sul meglio un’ uragano

A mezza strada qui ci arrestò !

A mezza strada quì vi arrestò | Ma così la deve andar..

Come mai potremo o ciel,

Con i turchi guerreggiar.

Se noi siam degl’ infedel ?

Ma così la deve andar. .

Come mai potrem o ciel;

Con i turchi guerregiar

Se noì siam degli infedel?

Sol con le belle pugnar sappiamo, La breccia al cor vaghi di aprir. La breccia al cor vaghi di aprir. Le armi per gioco portar sogliamo L'aspetto al più per abbellir !

Lo aspetto per abbellir |

Ma così la deve andar...

Come mai potremo o ciel etc.

| ratto armò!

LO

SCENA VI.

DUCHESSA e VALENTINO in costume spagnuolo con mascherini

Duc.

e detti. \

Largo a Paquita!

V’ eran de’ Cavalieri

Di voì gagliardi al par, Che incontro ai Turchi fieri Fingendo di marciar

Le spose meschinelle Lasciar senza pietà :

E al vino ed alle Delle

diero a sazietà.

Ma i cavalier galanti Burlati fur del par ;

Chè corrisposti amanti Le moglie vezzeggiùr !

E carichi di boria Tornando in mezzo a lor, Invece della gloria Trovarono il rossor |

(S’ode un vocio, tutti si volgono verso la porta in fondo)

SCENA ULTIMA

Sulla soglia in tenuta da viaggio si presenta il PODESTA?’ e detti.

Duca Pod. Duca Pod. Duca Pod. Tutti

Il Podestà ! Son quello ! E come quì ? (inchinandosi) Altezza! (avanzandosi) | Cosa avvenne ? Uditemi | Udiam |

(Tutti pendono dal labbro deì Podestà che vien circondato)

—-30—

Pod. Il Ministro ha somma brama Di strapparvi trono e serto, Da gran tempo intriga e trama; Io più scaltro l’ho scoperto. Profittando della legge Che fra noi governa e regge, Privo voi di discendenza, Vuol la vostra decadenza ; E a raggiungere l'intento D'altre colpe si macchiò.

Duca. Quali ? parla |

Pod. Or vi presento Tutto il piano ch’ei formò. Quel briccon matricolato Arse pur d’infami voglie, Ha tentato e ritentato Di sedurre vostra moglie | Ma respinto, egli giurava La vendetta e l’adoprava, L’accusò qual traditrice, Sposa infida e sedultrice ; Vostra Altezza prestò fede, L’innocente condannò.

Ducà Dici il ver ? i

Pod. Chiaro si vede ; Giuramento a voi ne fò: Perciò corsi a spron battuto, Affrettatevi, volate, O sarà tutto perduto, La corona non salvate ! Giacchè il fatto vho narrato, D’un gran peso son sgravato. Ricercate immantinente Vostra moglie ch'è innocente, E impiccate, se il credete, Il ministro traditor. Or che who salvato il regno, Posso dir che son ben degno Della carica acquistata Con talento e fedeltà.

La mia fama è assicurata Qual papà dei Podestà.

Duca (commosso) Deh ! la sposa ricercate... Val. (avanzandosi) A voi, se lo bramate, Io la presenterò. ; Duca E tu chi sei? | Val. (togliendosi îl maseherino) Il Paggio! e la COnsigo In braccio vi darò.

(Strappa la larva alla Duchessa e la spinge fra le braccia del Duca).

Duca (ravvisandola) Ah! Tutti | La Duchessa! ° Pod. (sbalordito a quella vista) Altezza, Agli occhi io credo a stento ! Tutti Inaspettato evento !

(II Duca tra la Ducessa e Valentino che formano un gruppo, il Podestà dal lato opposto contemplandoli). Duca Non può parola esprimere

Quale stupor mi coglie; Riacquisto trono e moglie, Di più bramar non so, Duc. Se fui di un empio vittima, Ora son paga appieno; Ritorno sul tuo seno,

Il rio destin cangiò.

Val. È delle spose esempio, Degna di fè, amore; Le ridonate il core, Ognor lo meritò.

Pod. (Bel quadro! e fu il mio scibile Che tale l’ ha formato; Mi sono immortalato, L’invidia desterò.)

Coro Come balen, che rapido Le vie del ciel solcò, Apparve lieta un iride, La gioja sfolgorò.

(Movimento generale. Il Duca da il braccio alla Duchessa: tutti nel massimo entusiasmo)

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Pod: Viva l'amor...

Coro Viva l'amor...

Pod. , Celebriamo insieme il Jieto giorno

Doro | Se alfin la pace a noi facea ritorno.

Cuc. Fra le tue braccia viver voglio io... 4 Tu sei mia vita, l’ idolo mio.

Duj | Tra le tue braccia l'amor libar...

Fido a te sola mi vo serbar.

FINE DELL’ OPERA